“Nero di lava” è la seconda raccolta poetica in italiano della scrittrice di origine libanese Nada Skaff, pubblicata da MR Editori nel 2023 e presentata al pubblico per la prima volta ad aprile 2024 presso la libreria “Raffaello” di Napoli. Composta da 72 poesie distribuite su 86 pagine, la raccolta ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed interviste. Grazie alle sue poesie la Skaff ha ricevuto il prestigioso Premio Laurentum 2024, consegnatole dalle mani del poeta e scrittore Davide Rondoni a Roma. La raccolta “Nero di lava”, si apre con una prefazione del critico Antonino d’Esposito e si distingue per uno stile polisemantico, in cui poesie più semplici convivono con testi ermetici e complessi, ricchi di figure retoriche come similitudini, metafore, ossimori e allitterazioni, che testimoniano la perizia tecnica e stilistica dell’autrice.
Il titolo stesso, “Nero di lava”, deriva dalla poesia omonima, ispirata alla copertina del libro dipinta dalla stessa Skaff. La poesia rappresenta il conflitto interiore dell’io-poeta: un “pensiero esigente” che genera tensione e vitalità, in equilibrio tra vita e morte. La lava che assume la forma di un cuore capovolto e di un cedro, simbolizza la contaminazione culturale tra il Libano e l’Italia, temi centrali nella raccolta, insieme al rapporto con il tempo e ai tormenti dell’animo. Questi temi ricorrono anche in altri componimenti come “Cedro”, “Beirut” e “Torre saracena”, dove la natura e i paesaggi diventano simboli di memoria, identità e rinascita. In “Cedro”, l’abbraccio a un albero romano, riconosciuto come “compatriota”, rappresenta la connessione con la terra natale e la vitalità della natura come rifugio e consolazione. “Beirut” celebra la città natale con immagini potenti e contraddittorie, descrivendola come viva, seducente, ma anche tormentata e segnata dalla storia, mentre “Torre saracena” evoca la ricchezza storica e culturale del Mediterraneo, unendo bellezza e dolore attraverso immagini e assonanze liriche.
Un altro tema ricorrente è quello dei tormenti dell’io-poeta, legati alla malinconia per la propria terra, al dolore dei ricordi e alla resilienza emotiva. La Skaff invita a vivere pienamente il presente, accogliendo la bellezza della natura e superando i dolori del passato, come emerge in poesie come “Al di là”, “L’indecisione” e “Quante volte”. In “Al di là”, la radura e il fogliame diventano metafore di riflessione e rinascita, mentre il freddo e la filigrana d’oro simboleggiano dolore e protezione interiore. “L’indecisione” descrive il dubbio nell’amore come un ostacolo che lascia sogni incompiuti, e “Quante volte” riflette il dolore condiviso con il popolo libanese, la resilienza di chi affronta la vita nonostante le difficoltà e la bellezza effimera dei momenti preziosi. Infine, il tema del tempo attraversa la raccolta, in linea con la tradizione classica e il pensiero di Sant’Agostino: il tempo è dimensione dell’anima e il presente è l’unico istante da vivere pienamente. In poesie come “L’età” e “Il non senso e l’assurdo”, la poetessa riflette sulla maturità, sul passare degli anni e sull’alienazione dell’uomo che si concentra sull’attesa del futuro, trascurando la concretezza del presente. L’autrice invita a cogliere l’attimo e a vivere in armonia con se stessi, trasformando il dolore e la memoria in linfa vitale per la propria esistenza. In sintesi, “Nero di lava” è una raccolta intensa e meditativa, in cui Nada Skaff intreccia identità culturale, memoria, conflitto interiore, natura e tempo attraverso uno stile ricco di simboli, immagini e figure retoriche, offrendo al lettore un percorso emotivo profondo, riflessivo e altamente evocativo.
Prof. Antimo Petito
