Rifiuti, rifiuti, solo rifiuti.

Rifiuti, rifiuti, solo rifiuti.

Grumo Nevano,  il bando di gara sui rifiuti al centro di tante polemiche viene finalmente modificato. Spariti 200 mila euro per la distribuzione dei sacchetti e 150 mila euro per il loro acquisto. La frazione umida passa da 195 a 140 euro a tonnellata. Movimento 5 stelle e Cittadinanza Attiva ad un incontro con il segretario discutono anche del giallo sul numero degli addetti.

Grumo Nevano – A poco meno di due mesi dalla nuova tornata elettorale Grumo Nevano è in emergenza rifiuti. Una emergenza dovuta non dalla presenza di rifiuti per strada ma dalla presenza costante in ogni discussione politica dell’ argomento “rifiuti” che, insieme alla questione della privatizzazione dell’acqua, sarà il vero fulcro  della campagna elettorale. Il piccolo comune a nord di Napoli infatti si accinge a bandire il nuovo bando di gara per la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Un bando di gara che sta facendo molto discutere per le numerose incongruenze denunciate da più parti. Il Movimento 5 stelle però è il gruppo che prima di tutti, non solo ha denunciato pubblicamente tali incongruenze ma è stato anche quello che ha “smosso” le acque costringendo chi di dovere a rivedere il bando e modificarlo in alcuni aspetti. Venerdì 22 Marzo dopo molte insistenze sono stati, finalmente, ricevuti dal segretario comunale che vistosi anche pressato 

movimento5stelle

dall’opinione pubblica ha riferito loro di aver modificato il bando nel senso da loro richiesto. In particolare i grillini fanno sapere che dal bando sarebbe stata eliminata la voce “distribuzione sacchetti”, quasi 200.000 euro sui 5 anni. Una spesa del tutto significativa se si pensa che i sacchetti sono distribuiti soltanto attraverso un ufficio posto nell’isola ecologica. Difatti è il cittadino che deve recarsi in quell’ufficio in giorni ed orari prestabiliti. Un servizio per cui 200 mila euro sembravano alquanto eccessivi. Altra voce eliminata dal bando è l’acquisto dei sacchetti; 150.000 euro ogni anno, prevedendo che il comune sondi il mercato in maniera autonoma. Infine con una determina, il comune stabilisce che tornerà a pagare di meno lo smaltimento della frazione umida, passando da 195 a 140 euro a tonnellata, come la media dei paesi limitrofi. Un risparmio che però ammoniscono i grillini deve essere ben visibile in bolletta e rincarando la dose riferiscono che sono ancora in attesa di sapere come mai Grumo Nevano dalla fine dell’emergenza rifiuti, e cioè dal 2010; sino a qualche mese fa pagava ancora l’umido 195 euro a tonnellata quando i comuni limitrofi già conferivano in Campania e pagavano un terzo in meno.  Il vero giallo del bando dei rifiuti riferiscono sempre i grillini, sembra però essere nell’anomalia del numero di personale assunto dalla ditta Capassocittadinanzattivagn vincitrice del bando del 2007. Il movimento 5 stelle fa notare che il bando vecchio prevedeva al massimo 28 lavoratori e che all’epoca  cioè nel 2007 ne furono assunti 26 . Attualmente invece pare che il numero di addetti sia di ben 36. Tuttavia dopo l’incontro col segretario i grillini riferiscono che su questo argomento il comune si sta muovendo in una forma di autotutela avendo chiesto alla stessa ditta la lista originale degli assunti disconoscendo quindi quella attuale che prevede 36 addetti invece di 26. Tutto ciò perché l’eventuale ditta vincitrice dovendo essere costretta ad assumere tutti gli attuali lavoratori potrebbe aprire qualche vertenza col comune con evidente aggravio di costi. La lista dei 26 assunti originariamente però sembra tardare ad arrivare ed allora il Movimento 5 stelle insieme al neonato movimento Cittadinanza Attiva, che ha partecipato fattivamente all’incontro col segretario; hanno suggerito di fare un decreto ingiuntivo con obbligo di consegna della lista originale e di fare intervenire se necessario l’ispettorato del lavoro, che può risalire ai contratti di assunzione originari. Un braccio di ferro, quello tra istituzioni e associazioni, che pare sia destinato durare a lungo, ma che si spera possa concludersi nel migliore dei modi poiché non bisogna dimenticare che dietro i 36 lavoratori ci sono ben 36 famiglie. 

Nicola Capone

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