Sant’Antimo, avvocato Raffaele Flagiello; uno storico al servizio della città

Sant’Antimo, avvocato Raffaele Flagiello; uno storico al servizio della città

Sant’Antimo – L’avv.Raffaele Flagiello nasce a Sant’Antimo il 15 marzo del 1941 , frequenta il liceo classico presso il P.I.M.E di Aversa e prosegue con gli studi di diritto presso la facoltà “Federico II” di Napoli. Impiegato del comune di Sant’Antimo, è tra i promotori di numerose iniziative culturali con il patrocinio anche dell’Istituto degli Studi Filosofici di Napoli,  nonché attuale presidente della PRO LOCO di Sant’Antimo

L’amore incondizionato per il suo paese nativo, lo induce ad assumere la veste di minuzioso ricercatore di storia locale, documentandosi presso i vari archivi storici di Napoli e di Aversa a al punto da rendere vasta la sua produzione di opere storiche edite dalla Collana Atellana:

Sopravvivenza di un antico culto nell’agro atellano (1987): lo storico ha voluto attribuire un significato allegorico all’innalzamento della bandiera, sulla cima più alta della Parrocchia di Sant’Antimo, il giorno della Santa Pasqua per essere poi ammainata il 21 settembre. Secondo una sua riflessione, è un vecchio rito pagano accolto dal Cristianesimo: è il ricordo del mito di Persefone/Proserpina rapita dal dio degli Inferi, Ade, e la madre Demetra, disperata per la sorte della figlia, si rivolge a Giove affinchè interceda per il suo ritorno ed essendo la dea delle messi rifiuta di far risvegliare la natura di fronte al silenzio di Giove. Si cerca, quindi una soluzione, Proserpina vivrà con la madre solo per sei mesi all’anno, appunto durante il periodo dell’innalzamento della bandiera che rappresenta la natura rigogliosa.

Il volo degli angeli (1988) : la celebrazione della Cappella di Sant’Antimo e del Santo, simboli per eccellenza della comunità santantimese; è proprio intorno alla Cappella che dà i natali al Santo, che si sviluppa la comunità intera e il volo degli angeli intende rinnovare questo sodalizio con la testa del Santo prelevata dalla morte e ricondotta nel luogo simbolo della comunità, ovvero la Cappella.

La Principessa di Sant’Antimo (2010): la figura di questa nobildonna fa da sfondo alla realtà feudale di Sant’Antimo conclusasi nel 1806 con la “legge eversiva della feudalità”. Allora Sant’Antimo, paese rinomato; era un principato e il feudatario era un principe. Il quadro della “Principessa di Sant’Antimo” è stato esposto nelle mostre internazionali più rilevanti.

Una società in cammino (2011): l’autore coglie l’occasione della celebrazione dei 150 anni dell’Unità italiana per affrontare tematiche che si intrecciano: l’istruzione pubblica e lo sviluppo dell’urbanesimo, concentrando la propria attenzione sulla prima scuola elementare dagli anni trenta. I primi albori della scuola elementare a Sant’Antimo, i suoi primi alunni, le giovani maestre che insegnavano anche gratuitamente e provenienti dai paesi limitrofi.

Altre sue opere: I cristalli di Sant’Antimo – mostra documentaria sul cremore di tartaro (1996); Un paese si racconta – Lavorazione e commercializzazione delle noci a Sant’Antimo (2009); La chiesa dello Spirito Santo in Sant’Antimo (2010)

Per coloro che sono interessati, i volumi sono presenti nella biblioteca del comune di Sant’Antimo.

Angelantonio Coppola

 

 

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