Grumo Nevano, il caso Ranucci diventa nazionale. Anche il vicepresidente della camera Di Maio chiede le dimissioni del sindaco. Guarda le foto e il video

Grumo Nevano, il caso Ranucci diventa nazionale. Anche il vicepresidente della camera Di Maio chiede le dimissioni del sindaco. Guarda le foto e il video

Grumo Nevano (NA) – “Per amore del nostro popolo dimettetevi”. Questo lo slogan del Movimento 5 Stelle durante la marcia della legalità da loro stessi organizzata questa mattina. La manifestazione si è protratta fino a serata inoltrata quando al presidio dei pentastellati si è unito anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Prima di lui a “presidiare il comune” sono stati anche alcuni consiglieri regionali e il senatore Sergio Puglia. Il caso Ranucci dunque è diventato di interesse nazionale e ora dopo ora sembra essere una questione sfuggita di mano all’amministrazione Chiacchio. Il sindaco e i suoi “consiglieri”, non hanno forse ben calcolato l’enorme cassa di risonanza del Movimento 5 Stelle presente in consiglio comunale con due consiglieri. I grillini, cosi come una gran parte dei cittadini ritengono inutile la presa di distanza del primo cittadino che considera il caso Ranucci come una “vicenda personale” che nulla ha a che vedere con il suo mandato.

Eppure in un piccolo centro come Grumo Nevano dove “tutti conoscono tutto di tutti” i cittadini si chiedono come mai Pietro Chiacchio abbia accettato una simile candidatura nelle sue liste e perché si è aspettato la trascrizione della sentenza per la surroga quando la notifica alla Ranucci della sua condanna era arrivata alla diretta interessata già nel mese di Luglio. Certamente “favorire la latitanza di un ricercato” aiutandosi anche con documenti falsi è un fatto personale che nulla centra con l’elezione del sindaco. Tuttavia raccogliere 456 voti alla prima candidatura al consiglio comunale di una città diversa da quella del proprio domicilio, e che permettono ad un candidato sindaco di vincere le elezioni al primo turno getta più di un sospetto sulla provenienza delle preferenze. Razionalmente è impensabile che una coalizione che faccia della propria “esperienza” il cavallo di battaglia della campagna elettorale possa non valutare l’opportunità di candidare una persona che abbia un procedimento penale in corso. Tra l’altro dichiarare di non conoscere una vicenda personale così grave di un proprio candidato, ipotetico amministratore dei grumesi; lascia intendere che nella preparazione delle liste si è tenuto conto solo dei numeri occorrenti per la vittoria. Purtroppo questa è una pratica molto diffusa in politica sperimentata non solo a Grumo Nevano ma anche nei paesi limitrofi.

Giovanna Scarano

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