Napoli, imponevano ai commercianti sovrapprezzo sull’acquisto di materie prime per mantenere i carcerati. Arrestati tre affiliati al clan Abete-Abbinante-Aprea-Notturno

Napoli, imponevano ai commercianti sovrapprezzo sull’acquisto di materie prime per mantenere i carcerati. Arrestati tre affiliati al clan Abete-Abbinante-Aprea-Notturno

Napoli – Imponevano acquisti a prezzi maggiorati per mantenere i carcerati. Non è la solita storia di camorra raccontata in televisione, ma è la triste quotidianità vissuta da alcuni commercianti di Scampia, e non solo. Questa volta però è toccato a loro, al loro coraggio di ribellarsi e di dire basta, di denunciare perchè stanchi di subire minacce. Così grazie alla loro collaborazione,stamane i Carabinieri della Compagnia Napoli Stella hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia a carico di Gennaro Benvenuto 22enne, Michele Gaudino 44enne, e Vincenzo De Luca 25enne; tutti ritenuti appartenenti al clan degli “Abete-Abbinante-Aprea-Notturno”, operante in una ampia fetta del Rione che va da via Monte Rosa ai lotti di edilizia popolare T/A T/B (più noti come “Chalet Baku”), Lotto H (i cosiddetti “Sette Palazzi”), lotto SC-3 (più noto come “La 33”). I reati contestati sono quelli di tentata estorsione e violenza privata aggravati dal metodo mafioso. L’operazione prende le mosse da accurata e minuziosa attività di indagine iniziata con la denuncia dei gestori di una attività commerciale di via Monte Rosa e tramite il conseguente avvio di investigazioni, in simbiosi con costante e continua attività preventiva. Ciò ha permesso di far luce su dinamiche estorsive in atto in via Monte Rosa, roccaforte del clan, che rappresenta uno dei centri nevralgici del quartiere Scampia in virtù dell’alta densità di attività commerciali, la restante parte del rione è invece composta da lotti di edilizia popolare.Le indagini hanno consentito di documentare reiterate richieste estorsive ai danni dei gestori, “invitati” ad acquistare le materie prime indispensabili all’attività da determinate ditte pagando il sovrapprezzo necessario per garantire il mantenimento delle famiglie dei “carcerati”. In un crescendo sempre più angosciante e con reiterate condotte al fine di piegare la “non collaborazione”, l’attività commerciale è stata più volte oggetto di danneggiamenti – anche con l’utilizzo di grossi petardi nei pressi dell’ingresso dell’attività – nonché di vere e proprie rappresaglie costituite da minacce e ingiurie. In questi frangenti la continua attività di monitoraggio dei Carabinieri ha permesso di scongiurare più gravi conseguenze e di dare, soprattutto, una significativa risposta in termini di capillare presenza e controllo del territorio.  I commercianti, forti della presenza dimostrata hanno continuato a dare indispensabili contributi.  Nel corso degli arresti, i militari dell’Arma hanno anche eseguito diverse perquisizioni, e negli spazi condominiali (un vano ascensore dello chalet bakù) sono state rinvenute occultate una semiautomatica calibro 9 trovata carica, con 6 cartucce e 35 cartucce dello stesso calibro in una busta, 2 panetti di hashish (80 grammi), 5 dosi di cocaina (6 grammi) e 14 di eroina (13 grammi).

Giovanna Scarano

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