Se un cardinale ruba le ossa di un santo

Succede a Bisanzio, il cardinale Pietro Capuano ruba le reliquie di sant’Andrea e le porta prima a Gaeta, poi ad Amalfi. E il papa ci resta male. 

Recensione a cura di Antimo Verde

Sant’Antimo –  Sembra incredibile, ma se si contestualizza l’evento tutto acquista nuova luce e appare giustificato. È l’8 maggio 1208, anno in cui Federico II esce di minorità e acquisisce il governo del Regno, il cardinale amalfitano Pietro Capuano partito per Costantinopoli, sottrae le ossa di sant’Andrea e le reliquie di altri santi dalla chiesa dei SS. Apostoli facendole giungere ad Amalfi. Nella primavera del 1206 le ossa erano state portate a Gaeta mentre il cardinale si recava a Roma da Innocenzo III per rendere conto della sua missione costantinopolitana. Intanto l’arcivescovo Matteo di Capua dal 1203 faceva realizzare nell’antica cattedrale di Amalfi il transetto e la sottostante cripta destinata ad accogliere le reliquie del santo. Sembra che tutto fosse premeditato per dare maggior prestigio alla città attirando pellegrini da tutta Europa.

Amalfi nel tempo – Se a inizio 800 la cattedrale di Amalfi era dedicata a Santa Maria Assunta mentre l’apostolo Andrea era un sottotutelare insieme ai santi Cosma e Damiano, tra 967 e 986 egli diventa protettore della chiesa e nel 987 il duca Mansone intitola al santo la nuova cattedrale appositamente costruita, in comunicazione con la più antica. Il cardinale Capuano volle fare di più per Amalfi, ecco perché andò a Bisanzio a rubare le ossa del santo; non solo, fece costruire un ospedale per i pellegrini che avessero fatto visita alla cattedrale santuario. L’ospedale fu affidato all’ordine religioso dei Crociferi. Nei decenni successivi la traslazione delle ossa il nome Andrea si diffuse a macchia d’olio. Non interessò solo l’onomastica ma anche la toponomastica e persino l’araldica locale: molti luoghi di culto di Amalfi furono intitolati all’apostolo fino al 1362 e oltre, molti vici e rioni vennero denominati col nome di Andrea. Uno stemma della città risalente all’epoca sveva è diviso in due sezioni: la parte superiore sottolinea con la croce argentea la fedeltà alla causa imperiale, mentre quella inferiore con la croce rossa di sant’Andrea rammenta la funzione  di protettore della città dell’apostolo.

La sintesi dai lavori di Gargano – In breve è questo il contenuto del saggio che Giuseppe Gargano ha intitolato “La cattedrale santuario: il culto di s. Andrea ad Amalfi” facendo riferimento al suo libro del 1981 “Amalfi: un messaggio di civiltà nel mediterraneo” pubblicato per la casa editrice De Luca.

Nel ducato di Amalfi – ricorda Gargano- furono istituite alcune feste religiose e popolari. Dal 28 novembre al 2 dicembre veniva festeggiata la più lunga delle feste in onore del santo per celebrare il dies natalis del 30 novembre. In tale occasione le famiglie Capuano e d’Algano avevano la prerogativa, per concessione regia, di organizzare una fiera in città.

Per ricordare l’ingresso trionfale in città delle reliquie dell’8 maggio 1208, dal 7 sera per la città iniziava la Festa dei fiori che terminava il giorno dopo. Tuttavia a causa dei bagordi e  degli schiamazzi notturni essa fu soppressa nella seconda metà del XVI secolo.

La terza festa in onore del santo era festeggiata il 27 giugno per ricordare il miracolo del santo a vantaggio degli Amalfitani nell’anno 1544 quando una tempesta miracolosa avversò il corsaro barbarescoKhair-eddin  conosciuto  come Ariadeno Barbarossa.

Il più celebre miracolo del santo tuttavia resta quello della sera del 29 novembre 1304 quando un vecchio misterioso apparve al sacerdote  Pierantonio Suraldi e indicò la manna comparsa sulla lastra marmorea che copriva la tomba del santo nella cripta.

Perché sant’Andrea è venerato fino in America – In Età moderna molti santi sono passati di moda e non sono stati più venerati dai fedeli. Gargano indica nel successo intramontabile del culto di sant’Andrea l’opera delle numerose colonie amalfitane sparse nel mondo. Forse l’autore ha ragione se nel Novecento il culto è giunto anche in America, dove la numerosa comunità amalfitana di New Haven ogni anno, il 30 novembre e il 27 giugno, reca in processione l’immagine del suo protettore, trasmettendo alle nuove generazioni di fedeli il ricordo delle proprie origini.

Antimo Verde

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