Sant’Antimo, l’open-day della Giovanni XXIII divide la città

Sant’Antimo, l’open-day della Giovanni XXIII divide la città

La scuola Giovanni XXIII organizza un open-day per presentarsi alla città, invita cantanti, attori e ballerini di famosi programmi televisivi e scoppia la querelle a 360 gradi.

Sant’Antimo – L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, ieri 8 Febbraio, per l’open day ha invitato per l’occasione personaggi di programmi televisivi quali Amici e Un posto al sole. Tale scelta  ha generato numerose critiche. Le prime sono arrivate, con tanto di manifesto affisso in tutta la città, dal 3° Circolo Don Lorenzo Milani di Sant’Antimo. “L’istituto secondario di primo grado Giovanni XXIII  – si legge tra le righe del manifesto –   pur di accaparrarsi nuove iscrizioni per il nuovo anno scolastico distribuisce volantini che vedono come propri testimonial i personaggi della trasmissione televisiva “Amici” [….] la scuola, luogo per eccellenza di formazione e cultura, si affida alla propria negazione, la tv commerciale, per sponsorizzare se stessa. Un tempo la scuola era la porta d’ingresso che introduceva alla vita […] il successo era frutto di sacrifici,dedizione e tanta determinazione. Ora tutto sembra terribilmente compromesso. Il risultato  – si legge ancora – di una simile iniziativa non sta di certo a noi prevederlo, tutto è rimesso alla volontà e alla coscienza dei genitori che vorranno iscrivere i propri figli in quell’istituto. Ma c’è una domanda, quella sì che riguarda proprio tutti, nessuno escluso: COSA SI INTENDE OGGI GIORNO CON IL TERMINE CULTURA? 

Francesco Piemonte
Francesco Piemonte

Anche la politica locale non ha risparmiato i suoi commenti e lo fa a suon di post su Facebook “Si fa un gran parlare, in questi giorni, di una manifestazione indetta dalla scuola media Giovanni XXIII – scrive il sindaco Francesco Piemonte sul suo diario –  […] Ancor più un’amministrazione comunale deve rispettare scelte fatte, in assoluta autonomia gestionale, da istituzioni scolastiche. Altra cosa e’ condividerle!! Ho letto commenti fatti da politici e da semplici cittadini che si chiedono cosa faccia l’amministrazione comunale. Per fortuna sono passati molti decenni dal triste tempo della censura di stato. La nostra idea di cultura e’ nei molti libri pubblicati, nelle numerose manifestazioni organizzate con le scuole per l’ambiente, per la cittadinanza attiva, e’ nei viaggi della memoria organizzati da 6 anni, e’ nella vivace e stimolante attività della biblioteca comunale e …..potremo ancora continuare. Spero solo –  conclude – che nei commenti si tenga conto di quello che può e deve fare Piemonte sindaco e quello che pensa Francesco persona “.

Giuseppe Italia
Giuseppe Italia

Secco il commento del consigliere d’opposizione Giuseppe Italia – “se è vero che le censure di Stato sono finite è pur vero che la democrazia non l’abbiamo ancora veramente conosciuta, ma piú di tutto caro Sindaco questo tuo messaggio di giustificazione “spero nei commenti si tenga conto di cosa pensa Piemonte Sindaco da cosa pensa Francesco”, sembra dire “ci vado ma non vorrei, sono costretto a farlo”. Allora la costrizione è legata a cosa? – si legge nel post – […] allora se la tua volontà di Francesco non combacia con quella di Francesco Piemonte Sindaco tu dovresti come minimo non arrecare a noi santantimesi lo sdegno ed il dissenso per come viene trattata la cultura da certi dirigenti della SMS Giovanni XXIII… SE IL SINDACO NON E’ UN UOMO LIBERO COME POSSONO ESSERLO I SUOI CONCITTADINI DA LUI AMMINISTRATI “.

Tantissimi genitori hanno ritenuto inopportune le scelte fatte dall’istituto poiché secondo loro la scuola dovrebbe essere il luogo per eccellenza della cultura, difatti anche senza essere ipocriti ammettono di guardare la tv e di seguire determinati programmi televisivi, ma allo stesso tempo con tanti sacrifici provano a insegnare ai loro bambini che diventare adulti non è cosa semplice e che uno dei pilastri per crescere sani e forti è costituito proprio dalla cultura. Altri  genitori invece hanno condiviso le scelte fatte dal dirigente scolastico, affrancando l’idea come una trovata simpatica per dare un tocco di allegria in più all’evento.

Mina Puca

Giovanna Scarano

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