Al Trianon, settimana con «La finta Parigina» di Cimarosa in prima ripresa moderna e il concerto della cantautrice Pilar

Al Trianon, settimana con «La finta Parigina» di Cimarosa in prima ripresa moderna e il concerto della cantautrice Pilar

Napoli – Al Trianon, la prima rappresentazione moderna di un’opera buffa di Domenico Cimarosa e un recital della cantautrice Pilar sono gli appuntamenti di questa settimana.

Venerdì 22 e sabato 23 febbraio, alle 21, a 240 anni dal suo debutto, il teatro della musica a Napoli metterà in scena La finta Parigina che il celebre autore del Settecento napoletano nativo di Aversa compose su libretto di Francesco Cerlone, in occasione del carnevale del 1773.

 

La finta Parigina_locandina 2-RLa finta Parigina fu composta da Domenico Cimarosa per il teatro Nuovo di Napoli, in occasione del carnevale del 1773.

Da allora questa «commedia per musica», come recita il sottotitolo, non è stata più rappresentata, al di là di un’anteprima di questa stessa produzione in una versione ridotta in un atto nello scorso mese di novembre.

Il progetto di recupero, curato dall’associazione Maria Malibran in coproduzione col Trianon, è partito dalla revisione di Alessandro Dalla Vecchia del manoscritto autografo conservato nella biblioteca del conservatorio San Pietro a Majella.

«A parte l’innegabile bellezza musicale, quest’opera di Cimarosa – spiega Dalla Vecchia – ha intrecci comici e un trattamento delle voci estremamente curati, per cui nessuno dei personaggi può essere definito un “comprimario”, con un risultato complessivo di grande efficacia teatrale».

L’opera, in tre atti, è ambientata a Mezzotto, una contrada di Aversa, e prende le mosse dai travestimenti di Donna Olimpia Onesti, che si finge parigina per scampare alle violenze del marito, Don Martino Crespo, e riconquistarlo all’amore.

Le scene sono firmate da Emanuela Dall’Aglio, i costumi da Gaetano Santucci.

L’orchestra da camera Maria Malibran, con Maurizio Iaccarino al continuo, è diretta da Paolo Acunzo. La regia è di Gigi Dall’Aglio.

Anima del progetto e interprete principale dello spettacolo, nel ruolo del titolo, il mezzosoprano Raffaella Ambrosino, che ha lavorato, tra gli altri, con Mehta e Oren.

Con lei in scena una compagnia costituita da Valentina Bilancione, Antonio Braccolino, Maria Lucia Caruso, Francesco Ciotola, Nunzia De Falco, Luigi Della Monica, Luca De Lorenzo, Diego Monroe, Luigi Pisapia e Raffaele Raffio.

  

PilarPilar in concerto, domenica 24 febbraio, ore 21

Interprete, autrice e performer, Pilar salirà sul palco del Trianon, affiancata da Federico Ferrandina alla chitarra e da Alessandro Belli al contrabbasso, dopo un tour che l’ha vista esibirsi, tra l’altro, al Parco della Musica di Roma, al Blue note di Milano e al festival Banlieues tango di Parigi, con grandi consensi del pubblico e della critica.

Per Gino Castaldo, ad esempio, «è raro trovare una giovane cantautrice così autorevole e dotata: scrive testi originali e attraenti» ed è «forte, passionale, a tratti struggente».

Secondo un altro critico, Niccolò Fabi, «la sua musica è colta per inclinazione – Pilar è, peraltro, di solidi studî, essendo diplomata in canto e in musica da camera – e popolare per desiderio».

Nel suo universo sonoro come nel suo approccio vocale si trovano suoni antichi e contemporanei di vocazione europea, con un’emissione che è cameristica, d’autore, strumentale – «una voce incantevole profonda quanto Teresa Teresa Salgueiro e divina come la grande Mina» per il critico Guido Biondi – e che culla melodia italiana e originali milonghe mediterranee.

La musicista romana, il cui vero nome è Ilaria Patassini, ha pubblicato tre album: Femminile singolare (2007), Spartenza (con l’ensemble Sinenomine, 2009) e Sartoria italiana fuori catalogo (2011).

Molti i riconoscimenti ricevuti in festival e concorsi nazionali e internazionali (Musicultura, Tenco, Bindi, Lunezia, Pjesma Mediterana, Shockwaves NME awards, Roma VideoClip).

Pilar ha anche lavorato come cantante-attrice sotto la direzione di Giancarlo Nanni, Luciano Melchionna, Marco Mattolini, Aurelio Gatti, Giulio Costa e Laura de Strobel.

Di sé dice di «amare l’autunno, i frutti di stagione, i boschi della Borgogna, la prua della barche a vela e le parole che la rincorrono».

CS

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