Clan Moccia, sgominata la holding delle pompe funebri

Clan Moccia, sgominata la holding delle pompe funebri

Grazie al servizio de “Le Iene”, quattro persone sono state tratte in arresto per aver stabilito il monopolio nel settore delle onoranze funebri. Imponevano ai cittadini tariffe più alte rispetto a quelle dei paesi limitrofi. Guarda il video

11.06.2013 CC Casoria 1Casoria – Funerali da capogiro, dopo due anni dall’inchiesta de “Le Iene” quattro persone sono finite con i ferri ai polsi. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli, è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna unitamente ai carabinieri della compagnia di Casoria diretti dal maggiore Gianluca Migliozzi. Tra gli indagati c’è Salvatore Esposito, imprenditore orbitante nella sfera criminale dei Moccia, clan egemone ad Afragola ma che ha esteso le sue radici in molti comuni limitrofi. Le accuse a carico dei quattro indagati sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, illecita concorrenza, rapina, estorsione e trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere le norme in materia di  misure di prevenzione patrimoniale. Dalle indagini è risultato che Salvatore Esposito, aveva messo in piedi diverse agenzie funebri a Casoria, tutte con prestanome; ed i cittadini erano costretti a rivolgersi a loro in caso di esequie pagando per giunta una somma maggiore. Quindi, non solo il danno di doversi “sottomettere” a chi non faceva altro che rimpinguare le casse della camorra; ma i cittadini erano anche beffati poiché seppur le agenzie funebri dei paesi limitrofi offrivano lo stesso servizio ad un prezzo minore, erano costretti a dover pagare tanto e stando anche bene attenti a non replicare. Tutto questo però è stato possibile fino a quando nel settembre del 2011, Giulio Golia, giornalista de “Le Iene” non ha mostrato il filmato che rivelava la sconcertante realtà  partenopea. Dalle indagini è venuto fuori che Salvatore Esposito aveva instaurato un regime di monopolio mediante il ricorso alla violenza ed alla sopraffazione di ogni concorrente, come rivelatosi attraverso l’omicidio di un esponente dell’impresa concorrente. I carabinieri sono riusciti anche a scoprire, grazie all’aiuto dell’U.I.F. della Banca d’Italia; che Esposito nel corso degli anni aveva accumulato un ingente patrimonio, dilettandosi anche con investimenti nel settore dell’immobiliare. Profitti che illecitamente accumulati sono stati quantificati in oltre 10.000.000 di euro; decine di conti e titoli sono stati posti sotto sequestro. Esposito, grazie alle ingenti disponibilità economiche, stava cercando di estendere il proprio dominio “funebre” anche nel nord Italia, dove stava cercando di acquisire società in crisi con riferimento allo specifico settore della produzione su scala nazionale, di mezzi per il trasporto funebre. 

Giovanna Scarano

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