Si spacciavano come produttori di ortaggi, invece producevano sostanze stupefacenti. Arrestati

Si spacciavano come produttori di ortaggi, invece producevano sostanze stupefacenti. Arrestati

Castellammare  di Stabia (NA)- Per il fine settimana, erano pronti ad inondare di marijuana “le piazze di spaccio” esistenti tra l’area stabiese e quella dell’agro nocerino-sarnese, ma la Polizia di Stato è intervenuta giusto in tempo ad impedire che ciò avvenisse. L’imponente operazione antidroga ha visto in azione, in maniera sinergica, le Questure di Napoli e Salerno, rispettivamente, con gli agenti dei Commissariati di P.S. di “Castellammare di Stabia” e “Nocera Inferiore”. I poliziotti hanno dapprima accertato a Pagani (SA) l’esistenza di un fondo agricolo, all’interno del quale erano presenti ben 21 serre, una delle quali adibita alla coltivazione di marijuana. Successivamente gli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia, hanno arrestato i proprietari del terreno, Pietro e Antonio Buononato rispettivamente padre e figlio,  rinvenendo poi oltre quindici quintali e mezzo di sostanza stupefacente.   All’interno della serra, infatti, sono stati trovati ben 60 arbusti di marijuana, dell’altezza di metri 1,80 per un peso di oltre 120kg., mentre in una casa colonica, suddivisa su due piani, è stato sequestrato  un fucile calibro 16 illegalmente detenuto. Inoltre gli agenti hanno accertato che il sottotetto era utilizzato per l’essiccazione delle piante. Presso l’abitazione di Buononato padre gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato oltre un quintale e mezzo di marijuana,  suddivisa in migliaia di piante conservate in due celle frigorifere, del tipo per la conservazione di ortaggi e fiori da commercializzare.Sequestrate 4 buste in cellophane, contenenti oltre un kg di foglie già essiccate, pronte per la commercializzazione sulle piazze di spaccio. Sono state oltresì sequestrate 8 stufe a ventola, utilizzate per l’essiccazione della sostanza stupefacente, nonché materiale idoneo per la coltivazione ed il confezionamento della sostanza stupefacente, tra cui bilancini di precisione, coltelli, buste in cellophane. Nel prosieguo dell’attività, gli agenti hanno accertato che il contatore idrico era collegato alla rete di distribuzione ma fungeva solo da contalitri, mentre il contatore elettrico era stato manomesso, mediante l’apposizione di un magnete che ne rallentava la reale contabilizzazione di energia utilizzata. I poliziotti hanno anche sequestrato 3 telefoni cellulari, 4 autovetture, varie carte di credito ed assegni. Padre e figlio sono stati arrestati in quanto responsabili, in concorso tra loro, del reato di produzione e traffico di sostanza stupefacente. In relazione al fucile sequestrato sono, attualmente, in corso indagini.

Redazione

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