Grumo Nevano, non si dimette il consiglio comunale dopo l’arresto del sindaco Pietro Chiacchio. Maggioranza accusata di omertà

Grumo Nevano,  non si dimette il consiglio comunale dopo l’arresto del sindaco Pietro Chiacchio. Maggioranza accusata di omertà

Grumo Nevano (NA) – Poteva sembrare essere fatto di proposito, la convocazione per stasera del consiglio comunale, invece si è trattato solo di  pura coincidenza. Quattro i punti all’ordine del giorno che sono stati discussi in pochissimo tempo, poichè a tenere banco è stata la notizia dell’arresto del sindaco Pietro Chiacchio, e del vigile Antonio Pascale. La discussione ha avuto inizio con un comunicato sottoscritto da tutti i consiglieri di maggioranza e dalla giunta comunale letto in aula. “La triste vicenda che in questa giornata ha interessato la città di Grumo Nevano, ed ha visto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del sindaco della città Pietro Chiacchio, ci lascia sbigottiti ed addolorati – si legge nel comunicato – Ad oggi non conosciamo i reati contestati al sindaco che hanno fatto scattare la misura cautelare applicata allo stesso – continua – se non quanto riportati nei vari articoli di stampa. Restiamo pertanto in attesa di conoscere le motivazioni del provvedimento adottato dalla magistratura della quale rispettiamo il lavoro fino ad oggi svolto e che continuerà a svolgere”. Tra le righe del comunicato si legge ancora “Il reato penale è personale, pertanto, qualora dovessero esserci dei colpevoli si assumeranno le loro responsabilità dinanzi alla giustizia italiana. Da amministratori responsabili e certi della nostra estraneità ai fatti oggetto di indagine, abbiamo deciso di presenziare questo consiglio comunale e proseguire l’impegno assunto nei confronti della città, pur consapevoli delle plurime difficoltà economiche, tecniche ed amministrative in cui versa l’ente e che richiedono maggiori sforzi da parte di tutti gli addetti ai lavori”. Non si è fatta attendere la replica del consigliere d’opposizione del Movimento5S Peppe Ricciardi, il quale con tono pacato ha dichiarato che da diversi anni il M5S sostiene che a Grumo Nevano esiste “un Sistema corrotto e clientelare che ha messo in ginocchio la città. Non a caso le vicende che si sono succedute – prosegue Ricciardi –  come il caso della conigliera Marianna Ranucci condannata per fatti legati alla camorra e i tanti indagati ad oggi 16 persone tra dipendenti, imprenditori e amministratori non lasciano spazio alla speranza di avere un futuro migliore. Da oggi la magistratura farà il proprio percorso e noi siamo fiduciosi che la verità giudiziaria riporterà giustizia e voglia di guardare alla legalità e al bene comune con uno spirito nuovo. Non rivolgerò alcun appello ai consiglieri di maggioranza – conclude – ci troviamo di fronte ad una situazione così squallida dove chi ha ancora il coraggio di sostenere l’attuale amministrazione si assumerà sul piano politico, tutte le responsabilità di fronte ai cittadini”. Grumo Nevano ormai da tanti anni vive in una situazione di lassismo e di menefreghismo da parte delle tante amministrazioni che si sono succedute, ed in questi ultimi due anni e mezzo di consiliatura nulla è cambiato in meglio. Queste le corde toccate dal conigliere di minoranza Gaetano Di Bernardo del gruppo Storia Futura, che dopo aver espresso la propria vicinanza umana per gli arresti, ha rimarcato una netta presa di distanza dall’amministrazione coinvolta nella vicenda giudiziaria. “Certo è che nella nostra città  non si era mai arrivati a così tanto penoso degrado politico – ha dichiarato Di Bernardo – Alla luce degli ultimi avvenimenti, si confida nella dignità morale, politica e istituzionale, affinchè tutti i colleghi consiglieri comunali, provvedano a rassegnare le proprie dimissioni, onde scongiurare l’onta minacciosa e dannosa per la città dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione camorristica” conclude. Imbavagliata tutta la maggioranza dinanzi alle dichiarazioni dei consiglieri d’opposizione, celati a tal punto dietro al comunicato letto in aula, che i cittadini presenti al consiglio li hanno accusati di omertà. 

Giovanna Scarano

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