Sant’Antimo, tre esplosioni nel cuore della notte devastano due esercizi commerciali. Nessuna pista esclusa degli inquirenti

Sant’Antimo, tre esplosioni nel cuore della notte devastano due esercizi commerciali. Nessuna pista esclusa degli inquirenti

Sant’Antimo (NA) – Tre forte esplosioni nel cuore della notte hanno fatto sobbalzare i cittadini di Sant’Antimo. Tre bombe piazzate in due diversi esercizi commerciali, uno è il bar “Imperial” sito ad angolo tra via Di Vittorio e  Corso Unione Sovietica, l’altro negozio ad essere stato preso di mira è una merceria in via Galilei, “L’Angolo di Giusy”. Tre ordigni fatti brillare alle 2.20 della scorsa notte, che inevitabilmente hanno fatto svegliare nel cuore della notte molti santantimesi. Su quanto accaduto stanno indagando i militari dell’Arma della locale tenenza coordinati dal capitano  Antonio De Lise, avvalendosi anche dei filmati, in entrmbi i casi; delle telecamere di videosorveglianza presenti. Non sono ancora chiare le motivazioni, ma  stando ad alcune indiscrezioni, confermate dagli investigatori, pare che i titolari dei due esercizi commerciali fossero vicini a Pasquale Puca, del clan camorristico dei Puca. Un particolare, una coincidenza che potrebbe avere alcun legame con quanto accaduto. Al momento, ciò che confermano gli investigatori è che nulla è lasciato al caso, tutte le piste sono vagliate.  Dopo un periodo di calma, Sant’Antimo ritorna ad essere teatro di fenomeni delinquenziali. Oltre allo sfogo dei cittadini sui social, stanchi e timorosi di una nuova ondata di criminalità;  anche dal mondo della politica si eleva un grido d’aiuto. Il consigliere di minoranza Giuseppe Italia, ha scritto al Prefetto di Napoli, affinchè questi episodi non passino inosservati. “Sant’Antimo, come più volte Le ho segnalato con diverse missive, anche durante la campagna elettorale, nel silenzio totale della politica, sta subendo una violenza continua – si legge nella missiva . Non occorre più considerare il problema con la solita superficialità, poichè queste azioni hanno una ciclica distanza di tre o quattro mesi, ossia ogni qualvolta che l’attenzione cala, che la popolazione dimentichi, che lo Stato sia impegnato a fare altro, tornano alla ribalta azioni degne dei peggiori scenari di guerra.Certamente mi si potrà dire che questa è una provincia con una marea infinita di problemi, ma Sant’Antimo è sempre stato un paese tendenzialmente tranquillo perchè comunque controllato anche dall’antistato. Adesso che ci sono spazi aperti – continua – noi, gli uomini di Stato, dovremmo capire che è il momento di conquistare ogni angolo di democrazia e giustizia, per estirpare come la malerba certi interessi, certi sistemi. Sua Eccellenza – si legge tra le righe – faccia di tutto per potenziare gli attuali strumenti che abbiamo. Le forze dell’ordine nostre meritano rispetto ma soprattutto aiuto.  Il loro lavoro resta vano se non facciamo in modo di poterli aiutare.Basti pensare che la popolazione è talmente terrorizzata e culturalmente avvezza all’omertà, che il nostro cancro non lo estirperemo mai se non diamo segnali forti ed una sensazione di sicurezza che ormai diamo per definitivamente estinta. Lo Stato – conclude la missiva – diventi padrone di Sant’Antimo”. 

Giovanna Scarano

 

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