Grumo Nevano, Di Bernardo eletto sindaco ma più della metà dei cittadini si astiene dal voto

Grumo Nevano, Di Bernardo eletto sindaco ma più della metà dei cittadini si astiene dal voto

Grumo Nevano (Na) – Gaetano di Bernardo è il nuovo sindaco di Grumo Nevano. Con appena 3956 voti, 50 in meno rispetto al 1 turno, il 49enne avvocato ha la meglio nel ballottaggio sul collega avvocato Angelo Campanile  che si ferma a quota 2513 voti, 723 in meno rispetto al 1 Turno. Ha votato circa il 46,92% degli aventi diritto ossia 6663 elettori su 14202. Due i dati politici inequivocabili. Uno su tutti l’astensionismo politico elettorale che vince anche in questa tornata. Il secondo, e forse più importante, è che la prima forza politica di Grumo Nevano, il Movimento 5 Stelle mantiene fede al progetto politico e in totale accordo con il suo elettorato non fa inciuci di alcun genere e non appoggia nessuno dei due candidati. Fin dai risultati del primo turno infatti sia Di Bernardo che Campanile hanno cercato di accaparrarsi senza successo, l’elettorato pentastellato  facendo trasparire e circolare ad arte, falsi voci di una sorta di accordo non scritto con il candidato 5 Stelle Ricciardi. Niente di più falso e la verità è venuta fuori dalle urne. Di Bernardo non riesce ad andare oltre il suo elettorato mancando  già il suo primo obiettivo, tanto decantato ed auspicato in campagna elettorale; essere il sindaco di tutti ottenendo un plebiscito di voti. Una campagna elettorale condotta dai due schieramenti arrivati in ballottaggio con toni  accesi e incentrata, soprattutto nell’ultima fase, sulla denigrazione personale dell’avversario politico. Il tutto sfociato poi in una rissa Venerdi 7 Giugno durante i comizi di chiusura. Una cosa inaccettabile mai successa prima.  Per onestà intellettuale bisogna però dire che, almeno pubblicamente, sia Di Bernardo che Campanile non sono mai trascesi oltre una certa misura della critica politica. Quello che sicuramente ha fatto degenerare la campagna elettorale, non ha funzionato e che nessuno dei due è riuscito a gestire è stata la comunicazione.  Una comunicazione fin dall’inizio a due vie; quella più o mena ufficiale fatta da professionisti e quella fatta da supporter che si sono improvvisati per l’occasione portavoce, portaborse e persino giornalisti spacciando volgare propaganda politica per giornalismo. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha acceso la scintilla lo scorso venerdi sera quando i grumesi sono stati spettatori di uno spettacolo tra i più squallidi e beceri in assoluto. Non una chiusura di campagna elettorale fatta a suon di critiche politiche, ma offese mosse sul piano personale, a tal punto che qualche supporter del sindaco Di Bernardo pare che non attendesse altro per togliersi il “sassolino dalla scarpa”. Ebbene, alla luce di tutto ciò, è doveroso soffermarci e chiederci: “E’ davvero ciò che meritano i grumesi? I due candidati sindaco al ballottaggio, sono certi di aver scelto tra le proprie file persone degne di poter lavorare per il paese?“. Quelle stesse persone che hanno dato il là per la rissa lo scorso venerdì, anche se in ruoli differenti, potrebbero decidere delle sorti del nostro paese. Ciò che tutti auspichiamo, è che davvero il neo primo cittadino Di Bernardo, riesca a risollevare Grumo Nevano così come più volte ha sbandierato dai palchi nel corso della campagna elettorale, perché se così non fosse, perché se solo non riuscisse a fare nemmeno la metà delle cose promesse; entrerebbe a far parte della lista dei sindaci “Pinocchio” che altro non hanno fatto che umiliare e mortificare il nostro paese.  Diversamente dall’Avv. Angelo Campanile, il sindaco Di Bernardo prima del ballottaggio non ha ufficializzato i nomi che completeranno la sua squadra di governo, Ora come non mai bisogna però cominciare a lavorare subito. E’ finito il tempo della propaganda politica. La città ha bisogno di urgenti interventi in tutti i settori e il neo sindaco ha il dovere di dare quanto prima segnali concreti che evidenzino l’effettiva volontà di intraprendere la strada del cambiamento.

Giovanna Scarano