Camorra, sciolto il comune di Sant’Antimo. Le dichiarazioni a caldo degli ex consiglieri Treviglio, Chiariello e Italia

Camorra, sciolto il comune di Sant’Antimo. Le dichiarazioni a caldo degli ex consiglieri Treviglio, Chiariello e Italia

Sant’Antimo (Na) – Ancora una volta Sant’Antimo è nell’occhio del ciclone. Dopo la batosta di Gennaio con l’indagine che svelò le connessioni tra clan Puca, carabinieri e politica, arriva lo scioglimento per camorra. Ieri sera il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese “a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali“, ha deliberato “lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Sant’Antimo (Napoli) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’Ente ad una Commissione di gestione straordinaria“.

Il comune era commissariato dal mese di Luglio 2019 quando 13 consiglieri ( Corrado Chiariello, Santo Petito, Giuseppe Guarino, Innocenzo Treviglio, Ferdinando Pedata, Pio Di Lorenzo, Annarita Borzacchiello, Giuseppe Italia, Rossella Cattaneo, Salvatore Castiglione, Edoardo D’Antonio, Pasquale Barretta, e Ilaria Di Gennaro , ndr) firmarono le dimissioni davanti al notaio ponendo fine alla disastrosa amministrazione di Aurelio Russo. Dopo Arzano dunque, la stessa sorte è toccata a Sant’Antimo segno tangibile di come il territorio a Nord di Napoli è costantemente tenuto sotto controllo dalle autorità perché stretto nella morsa della camorra.

Era nell’aria e per certi versi ampiamente previsto lo scioglimento dopo gli ultimi gravissimi fatti accaduti a Sant’Antimo – dichiara Innocenzo Treviglio, ex consigliere di maggioranza passato poi all’opposizione – non a caso avevo dichiarato dì essere perplesso sulla celerità che alcuni ex colleghi consiglieri avevano nello stilare le liste per Maggio, dispiace che ancora una volta a perderci è il già maltrattato popolo santantimese che non vive così come del resto degli italiani un momento felice. Sicuramente una vittoria della legalità dove ancora una volta semmai c’è ne fosse stato bisogno i rappresentanti della legge hanno svolto un lungo e certosino lavoro di indagini che hanno portato a quest’epilogo che nei prossimi giorni conosceremo nei dettagli. Chiudo facendo un appello ai santantimesi, restate chiusi in casa non c’è soltanto la vostra vita in gioco ma quella dei vostri figli dei vostri genitori dei vostri affetti, sii cosciente resta a casa – conclude

La nostra Comunità si risveglia oggi trasfigurata dall’epilogo di un percorso che ci consegna un Comune sciolto per mafia – dichiara Corrado Chiariello, ex consigliere e candidato sindaco – Il dolore, la rabbia e la consapevolezza che questa ferita colpisce profondamente di nuovo il nostro senso di appartenenza non può però che spronarci a lavorare sin da subito con umiltà, onestà, serietà e coesione per allontanare dal nostro territorio ogni dubbio in merito ai valori nei quali da sempre si riconosce la nostra comunità. Ora non abbiamo bisogno di proclami e di sterili polemiche ma di impegno, correttezza e disponibilità a rimboccarsi le maniche, per far sì che la cicatrice creata da questa situazione possa essere attenuata nel tempo dai tanti comportamenti virtuosi e meritevoli che la nostra gente ha sempre saputo esprimere in passato e sapranno sicuramente dimostrare in futuro, nel solco della legalità. I Santantimesi oggi più di ieri hanno bisogno di buoni e quotidiani esempi di lavoro, serietà e dedizione e non di falsi moralizzatori dell’ultima ora – conclude.

La scure dello scioglimento si è abbattuta sul Comune di Sant’Antimo, come ampiamente preannunciato da molti – scrive l’ex consigliere e candidato sindaco Giuseppe Italia su Facebook – “In molti dovranno chiedere scusa al paese, prostrarsi ai piedi dei santantimesi per il disonore a cui li hanno esposti. Saranno 18 lunghi mesi i prossimi, nei quali sin da questo preciso momento dobbiamo rifondare la politica e costruire il buon governo del paese, su persone pulite, persone serie, persone oneste, persone concrete, persone preparate, persone al servizio della comunità, persone in grado di offrire se stessi, Uomini e Donne di Stato – conclude.

Giovanna Scarano