Arzano, sospesa la privatizzazione della villa comunale, La Villa del Sorriso: “Aperti al confronto”

Arzano, sospesa la privatizzazione della villa comunale, La Villa del Sorriso: “Aperti al confronto”
Ingresso della villa comunale di Arzano
Ingresso della villa comunale di Arzano

Arzano – L’amministrazione Fuschino blocca l’affidamento a privati della villa comunale. Una scelta in controtendenza visto che in tre anni non ha mai ascoltato nessuno: via l’inps; via il collocamento; via il primo soccorso. Da quando il primo cittadino è a capo dell’ente di piazza Cimmino non si era mai verificato un episodio del genere; impossibile che Fuschino cambi idea. Pare che abbia avuto effetto la raccolta di firme promossa dall’associazione “La Villa del Sorriso” contraria all’affidamento a privati di un bene pubblico senza un confronto propositivo (lettera protocollata il giorno 15 marzo 2013 con n.5206).

Forse lo stop girava nell’aria prima ancora che si iniziassero a raccogliere le firme. Le poche firme, non protocollate al Comune, pare che abbiano costretto un’ amministrazione forte e poco incline agli attacchi a compiere un passo indietro su un provvedimento ancora oggi sconosciuto dalla maggioranza dei cittadini. Con l’ultima determina dirigenziale (registro generale n. 547 del 23 aprile 2013, in evidenza sul sito del Comune di Arzano -sezione albo pretorio-) ad oggetto “esternalizzazione villa comunale ulteriori provvedimenti” l’amministrazione Fuschino ha sorpreso tutti: presidente, direttivo e soci dell’associazione.

Nessuno si sarebbe aspettata tale scelta, nemmeno chi firmava: “È inutile non cambierà mai niente”. In villa comunale ha sede l’associazione che fa un analisi della situazione: “ Nel passato non siamo mai stati presi in considerazione; è possibile che solo 700 firme raccolte, nessun gazebo per le strade, una manciata di volantini e poca visibilità sui giornali e social network siano riusciti a mettere all’ angolo un leone? Cosa è successo?”. “Abbiamo evidenziato alcune imperfezioni di natura gestionale nel bando di gara e nel capitolato d’onere ed uso–riferiscono alcuni soci- dobbiamo dare atto all’amministrazione che sull’albo pretorio del Comune ha pubblicato tutte le delibere di giunta (n. 41 del 08/06/2013-n.110 del 31/12/2012) e le determine dirigenziale (n.77 del 21/02/2013- n. 547 del 23 aprile 2013) relative alla privatizzazione, altrimenti non l’ avremmo mai saputo”.

E su gli atti comunali che dovrebbero essere in visione affermano: “Leggere delibere e determine così importanti  sul sito del Comune è un fatto quasi unico che raro (non se ne trovano tante)”.  L’amministrazione di centrodestra sarebbe stata accusata dai consiglieri di minoranza di scarsa trasparenza amministrativa tanto da cedere alla richiesta di un consiglio comunale poi finito con uno scontro tra fazioni; più volte i consiglieri di minoranza si sono recati presso istituzioni per far valere le proprie funzioni di rappresentanza popolare.

Sul passo indietro di chi fortemente ha sponsorizzato tale decisione incalzano:  “L’amministrazione Fuschino, dall’insediamento fino al 22 aprile 2013, ha sempre snobbato ogni nostro suggerimento. Strano che nell’ultima delibera dirigenziale, nonostante una sola offerta arrivata, non si dia corso all’espletamento della procedura di gara:  (…) mancanza di concorrenzialità (…); mentre nel bando  è scritto:   (…) facoltà per la stazione appaltante di procedere all’affidamento anche in presenza di una sola offerta valida (…)”.

E sulla funzione sociale che svolgono i soci de “La Villa del Sorriso”:  “L’ associazione costruisce e non distrugge; non siamo contrari a prescindere. Assieme ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, alcuni aggregatori di persone, che in queste settimane hanno sostenuto la nostra iniziativa manifestando la loro contrarietà, con forma poco espansiva, siamo propensi ad appoggiare la privatizzazione ma su un progetto che metta al centro il cittadino”. 

Concludono: “Noi siamo predisposti ad un confronto costruttivo e propositivo con chiunque”. Intanto in città c’è chi leggendo l’ultima determina arrossisce, senza capire niente. 

Francesca Del Prete

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