Benvenuti a teatro: Zoccole, Femmine e mammà

Benvenuti a teatro: Zoccole, Femmine e mammà

Zoccole_Femmene_e_MammaVillaricca – “Benvenuti a teatro, dove tutto è finto e niente è falso”. Prendere in prestito la frase di Gigi Proietti serve per meglio sintetizzare lo spettacolo teatrale che per cinque weekend ha deliziato il pubblico che incuriosito si è regalato una serata all’insegna della gran risata!

Angelantonio Aversana, Laura Penza e Viviana Di Marco, con la collaborazione di Francesco Chiaiese e Maria Rosaria Salemme, gli scorsi 19 e 26 maggio, 2, 9, 15 e 16 giugno sono stati e infatti in scena sul palcoscenico del piccolo ma intimo teatro TECAB di Villaricca con lo spettacolo “Zoccole, Femmene e Mammà”. Già altre volte Aversana e Penza sono stati “ospiti” del nostro portale, facendo parte della Compagnia Teatrale Mario Scarpetta.

Quello a cui si è assistito stavolta però è stato diverso.

Ci si è trovati ad applaudire una compagnia teatrale che consta di soli tre attori che in 90 minuti hanno vestito i panni di più personaggi facendoci tornare un po’ indietro negli anni. Angelantonio e Laura sono allo stesso tempo attori, registi e autori dell’opera, mentre Viviana Di Marco è attrice, cantante e responsabile delle musiche.

Il paragone è forte – anche se il nostro augurio è che arrivino a quel livello – ma è sembrato quasi di tornare agli anni ’70-80, al tempo del MAGICO cabaret interpretato da “la Smorfia” di Lello Arena, Enzo De Caro e Massimo Troisi.

Teatro,commedia e musica: questi i protagonisti di un’ora e mezza di sana risata!                              

Zoccole, Femmene e Mammà ha messo sotto i riflettori il mondo delle donne, delle loro passioni e contraddizioni. Due atti di fortissima emozione in cui si sono susseguiti i vari ruoli che una donna assume nella vita comune, ovvero moglie, amante, madre, nonna, e le varie difficoltà che spesso una donna deve affrontare, ritraendola nelle vesti di una prostituta, della donna di un boss, della madre di famiglia e di una donna pazza.

Il ritratto che ha più stupito e lasciato a bocca aperta tutti è stato quello di Loredana Cianciulli, la donna passata alla storia come la saponificatrice di Correggio perché pare che, in almeno un caso, abbia smembrato il cadavere della sua vittima per bollirlo con soda caustica al fine di ricavarne sapone.

Loredana nel suo memoriale scriveva: Non ho ucciso per odio o avidità, ma soltanto per amore di madre e l’interpretazione perfetta di tale affermazione hanno regalato agli spettatori gli attori.

L’attiva partecipazione del pubblico alla scena ha dato un valore aggiunto al teatro- cabaret.

E a completare il tutto è il fine di tale spettacolo: tutto il ricavato dei biglietti andrà in beneficenza per gli amici di WHISKY-Ragazzi di Marano che aiutano gli animali sfortunati, in attesa di essere amati: i Randagi.

Paolo Grassi, grande impresario teatrale milanese dello scorso secolo, sosteneva che Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività. Noi vorremmo che autorità e giunte comunali si formassero questa precisa coscienza del teatro considerandolo come una necessità collettiva, come un bisogno dei cittadini, come un pubblico servizio alla stregua della metropolitana e dei vigili del fuoco.

Mica male l’idea, perché non rendere attuale e possibile tale invito!!!   

Mina Puca

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